Le dichiarazioni spontanee di Becciu sul caso Marogna e l’acquisto del palazzo di Londra

Dal 24 settembre 2020, il cardinale Giovanni Angelo Becciu ha vissuto una situazione di grande difficoltà dopo essere stato privato da Papa Francesco della carica di Curia e dei diritti del cardinalato. In un'udienza di oltre due ore, Becciu ha espresso il suo dolore per la gogna pubblica a cui è stato sottoposto, sottolineando come la sua famiglia abbia subito ingiustizie a causa delle accuse mosse contro di lui.
Durante la quattordicesima udienza del processo che lo coinvolge per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato, Becciu ha fornito una dettagliata ricostruzione degli eventi, respingendo integralmente le accuse. Ha anche parlato del suo incontro con Cecilia Marogna, una ex manager sarda, esprimendo indignazione per come il loro rapporto sia stato distorto. Becciu ha spiegato che la Marogna gli aveva proposto una collaborazione nel campo della sicurezza, che ha portato a una consulenza durante il rapimento di una suora in Mali nel 2017.
Il cardinale ha affrontato anche la questione dell'acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra, chiarendo di non aver utilizzato l'Obolo di San Pietro per i vari investimenti, ma piuttosto i fondi di riserva della Segreteria di Stato. Ha difeso un bonifico di 125 mila euro destinato alla Caritas di Ozieri, sottolineando l'impegno del fratello Tonino per i poveri. Becciu ha ribadito la sua innocenza riguardo a presunti abusi di potere e ha negato di aver finanziato false testimonianze contro il cardinale George Pell.
Infine, il testimone chiave, mons. Alberto Perlasca, si è costituito parte civile contro Becciu per subornazione di testimone, accusandolo di averlo indotto in errore nella firma di un accordo relativo al palazzo di Londra.
