Centenario Inpgi, Ia mostra “A schiena dritta” per raccontare la storia del giornalismo italiano

La mostra “A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà”, organizzata dall'INPGI in occasione del centenario dell'ente, è stata prorogata fino al 2 giugno 2026. L'esposizione, patrocinata dal Ministero della Cultura, sarà visitabile in via straordinaria il 23 maggio, in coincidenza con l'anniversario della strage di Capaci.
Inaugurata il 24 marzo dai vertici dell'INPGI, tra cui il presidente Roberto Ginex e la direttrice generale Mimma Iorio, insieme al sottosegretario Lucia Borgonzoni, la mostra si svolge a Roma, presso la Fondazione “Paolo Murialdi”. Finora ha attratto oltre 1500 visitatori, tra cui singoli, gruppi e scolaresche.
L'esposizione presenta oltre 60 pezzi, tra cui fotografie, cimeli e documenti storici, che raccontano la storia del giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. Tra gli oggetti esposti si trovano scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una macchina telefoto, la telecamera di Miran Hrovatin, ucciso con Ilaria Alpi nel 1994, e macchine da scrivere appartenute a fiduciari INPGI, tra cui quella di Giancarlo Siani.
La mostra offre una riflessione sulla professione giornalistica, evidenziando il coraggio e la determinazione dei cronisti. Rende omaggio ai giornalisti caduti nell'esercizio delle loro funzioni, tra cui Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Peppino Impastato, e molti altri, inclusi Walter Tobagi e Maria Grazia Cutuli.
L'esposizione è aperta tutti i giorni, tranne il 24 e 31 maggio, dalle 9 alle 17, con ingresso libero.
