Spagna, amnistia per Puigdemont. Sanchez corre ai ripari coi decreti casa

La situazione in Catalogna si complica nel contesto della campagna elettorale spagnola, dopo che la Corte Costituzionale ha aperto la strada all'amnistia per i leader indipendentisti, tra cui Carles Puigdemont, che non è più ricercato per il tentativo di secessione del 2017. Puigdemont, attualmente in Belgio, non ha fornito indicazioni sul suo ritorno in Spagna.
Il suo partito, Junts, ha recentemente ritirato il sostegno al governo di Pedro Sánchez, bocciando i decreti per affrontare l'emergenza abitativa. La sentenza sull'amnistia è vista come un passo verso la convivenza tra i catalani. Il governo ha presentato 21 misure per congelare gli sfratti e proteggere gli inquilini vulnerabili. I decreti, già approvati dal Consiglio dei Ministri, devono ora essere ratificati dal Parlamento, che è stato ridotto a una sola commissione a seguito dello scioglimento.
Sánchez, al potere dal 2018, sta affrontando un calo di consensi, mentre il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, inizia la sua campagna elettorale da Ceuta, definendo l'amnistia di Puigdemont un inganno. Le proteste per la questione abitativa continuano a crescere, in particolare dopo lo sfratto di una donna di 87 anni a Madrid. I manifestanti, che hanno allestito tende in piazza, sottolineano l'urgenza dei decreti, descrivendo la situazione abitativa come insostenibile, con affitti che raggiungono cifre elevate anche per stanze condivise.
