Un’altra notte di raid su Kiev, navi sotto attacco nel Mar Nero

La Corea del Sud è coinvolta nel trasporto di carburante verso la Russia attraverso petroliere soggette a sanzioni, secondo un'analisi del Guardian. I dati indicano che nei mesi di luglio e agosto sono state caricate oltre 176.000 tonnellate di carburante, principalmente diesel, in vari porti sudcoreani su sette petroliere che hanno effettuato 14 viaggi verso l'Estremo Oriente russo.
Tre di queste navi erano già sanzionate da Regno Unito e Unione Europea. Una di esse ha caricato il carburante tramite un trasferimento nave-nave nelle acque sudcoreane, una pratica che consente di nascondere l'origine del carico. Isaac Levi, analista del Centre for Research on Energy and Clean Air, ha espresso preoccupazione per il fatto che petroliere sanzionate abbiano operato in questo modo, sottolineando che ciò mina il regime sanzionatorio e il supporto della Corea del Sud all'Ucraina.
Seul ha fornito aiuti umanitari e forniture militari non letali all'Ucraina, promettendo nel 2023 un sostegno di 2,3 miliardi di dollari, ma ha escluso l'invio diretto di armi, mantenendo una politica di non fornire armamenti a Paesi in conflitto. La Corea del Sud cerca di mantenere buone relazioni con la Russia, che ha mostrato interesse a ripristinare i legami commerciali.
Le misure di Seul contro Mosca si concentrano principalmente su controlli all'esportazione di beni come macchinari e elettronica. Tuttavia, la situazione attuale potrebbe indebolire la posizione della Corea del Sud negli sforzi occidentali per esercitare pressione sulla Russia, specialmente in un momento in cui le relazioni con Kiev si stanno deteriorando. Non è chiaro a chi appartenesse il carburante né chi lo abbia venduto, poiché tali informazioni non sono disponibili nei registri portuali. La nave di maggior tonnellaggio coinvolta, la Layla, ha effettuato due viaggi da Ulsan a Vladivostok, trasportando complessivamente 57.000 tonnellate di gasolio.
