Quindicenne in carcere a Malta: è accusato di “reati gravissimi”. Il padre: “Adescato online”

Quindicenne in carcere a Malta: è accusato di "reati gravissimi". Il padre: "Adescato online"

Un quindicenne originario di Bari è detenuto a Malta da oltre 70 giorni, accusato di una serie di reati gravi, tra cui associazione a delinquere e possesso di materiale pedopornografico. Il giovane è stato arrestato il 25 maggio dopo aver provocato un allarme nella sua scuola. Le autorità maltesi, supportate da Europol, hanno avviato un'indagine, sostenendo che il caso non sia un semplice scherzo telefonico.

Il padre del ragazzo, Antonio Santoiemma, ha ammesso la responsabilità del figlio nell'episodio, ma ha espresso preoccupazione per la possibile esistenza di una rete criminale che adescava minori online. Secondo lui, il ragazzo potrebbe essere stato manipolato e costretto a compiere tali atti.

La famiglia ha denunciato le dure condizioni di detenzione, con il ragazzo inizialmente collocato in una cella per adulti e successivamente trasferito in un carcere minorile, dove avrebbe trascorso gran parte del tempo in isolamento. I genitori contestano il trattamento riservato al figlio, ritenendolo incompatibile con le garanzie per i minorenni.

Le autorità maltesi hanno respinto le accuse, affermando di rispettare i diritti umani e di garantire la sicurezza del giovane. Il ministro dell'Interno ha sottolineato che il ragazzo partecipa a un percorso riabilitativo e che la sua istruzione è garantita.

L'ambasciatrice italiana a Malta ha visitato il ragazzo, confermando che si trova in buone condizioni di salute e che non è in isolamento. La Farnesina è in contatto con la famiglia e ha sollevato la questione con le autorità maltesi, chiedendo un trattamento rispettoso dei diritti umani. La prossima udienza del caso è prevista per il 19 agosto.

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