Piscine, stretta sulla sicurezza dopo le tragedie: stop agli impianti non a norma
Dopo recenti tragedie che hanno coinvolto bambini e ragazzi, la Camera dei Deputati ha approvato un emendamento al decreto Sport che introduce misure più severe per la sicurezza delle piscine. Con 244 voti favorevoli, la nuova normativa si applica a impianti pubblici, privati aperti al pubblico e ad uso collettivo.
Le nuove regole stabiliscono che bocchettoni, griglie e sistemi di aspirazione devono essere progettati per prevenire il cosiddetto “effetto ventosa”, responsabile di gravi incidenti. Le piscine che non rispetteranno gli standard di sicurezza dovranno chiudere immediatamente fino alla messa a norma. Per supportare gli impianti pubblici nell’adeguamento, è stato previsto un fondo di 4,7 milioni di euro per il 2026. È stato invece ritirato un emendamento che avrebbe imposto l’obbligo della cuffia per i minori di 16 anni.
L’intervento del Parlamento è stato sollecitato da tragici eventi, tra cui la morte di una bambina di 11 anni a Sestri Levante, rimasta incastrata nel sistema di aspirazione di una piscina, e il caso di una bimba del Trevigiano, che ha riportato ferite non fatali dopo essere rimasta bloccata con una gamba nella pompa di ricircolo. Inoltre, un dodicenne è deceduto in una piscina di Rimini nei mesi scorsi.
I bocchettoni, parte del sistema di aspirazione dell’acqua, possono diventare pericolosi se le griglie di protezione non sono conformi. Le nuove norme prevedono griglie certificate e sistemi di aspirazione multipli per ridurre i rischi. Nonostante il consenso anche delle opposizioni, il governo è stato criticato per aver agito solo dopo le tragedie. La sicurezza delle piscine è ora una priorità per evitare il ripetersi di episodi simili.
