“Paolo Borsellino, mio padre”
In occasione di un evento commemorativo dedicato a Paolo Borsellino, Lucia Borsellino ha condiviso la sua testimonianza, esprimendo il conflitto tra il dovere di ricordare la figura del padre e la sua natura riservata. Dopo 34 anni dalla sua morte, la storia di Borsellino continua a rappresentare un valore significativo per la società, in particolare per le nuove generazioni, che devono conoscere il sacrificio di chi ha lottato per un mondo migliore.
Lucia ha riflettuto sull’assenza del padre, sottolineando come la sua vita, spezzata a 52 anni, abbia lasciato un vuoto incolmabile. Tuttavia, ha evidenziato l’importanza di non fermarsi di fronte al dolore, ma di continuare a portare avanti i valori che Borsellino ha incarnato. Ha descritto il padre come un uomo umile, ironico e generoso, il cui rigore etico e morale ha segnato profondamente la sua vita personale e professionale.
Lucia ha anche menzionato la sua esperienza diretta con l’agenda rossa di Borsellino, sottolineando che la sua scomparsa non deve ostacolare la ricerca della verità. Ha espresso gratitudine verso le istituzioni, come la Procura di Caltanissetta e la Commissione parlamentare Antimafia, per il loro impegno nel restituire alla società civile le conoscenze necessarie per comprendere appieno la storia di suo padre e il contesto in cui operava. La sua testimonianza si è conclusa con un invito a superare i simboli e a continuare la lotta per la verità e la giustizia.
