Milano, giovane sfregiata in metro: chiesto il carcere per Mohammed Saidi. No matrice religiosa

La procura di Milano ha richiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per Mohammed Saidi, un algerino di 27 anni accusato di aver sfregiato una giovane marocchina alla fermata Duomo della metropolitana. Gli inquirenti hanno evidenziato gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato.

Le accuse nei confronti di Saidi includono la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di coltello. Tuttavia, la Procura ha chiarito che non ci sono prove di un movente discriminatorio, né la vittima ha fatto riferimento a motivi razziali o religiosi.

L’aggressione si è verificata il 9 luglio sulla banchina della linea M3. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe avvicinato la giovane chiedendole il motivo del suo sguardo, per poi insultarla, colpirla con un pugno e ferirla al volto con una lama, che non è stata ancora rinvenuta. La ragazza, ricoverata al Policlinico, ha descritto l’esperienza come traumatica, affermando di aver temuto per la propria vita.

L’interrogatorio di garanzia di Saidi si è svolto nel carcere di San Vittore, ma il giudice non ha ancora emesso una decisione. L’avvocato dell’indagato ha confermato che Saidi ha fornito la sua versione dei fatti, ma ha mantenuto il riserbo sul contenuto delle dichiarazioni, citando il segreto istruttorio.

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