Inchiesta arbitri verso l’archiviazione, chiusura attesa entro fine luglio

L’inchiesta su un presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia verso una possibile archiviazione. La Procura di Milano non ha raccolto elementi sufficienti per dimostrare che le presunte pressioni abbiano influenzato la regolarità delle partite o per identificare gli esponenti dell’Inter coinvolti nelle contestazioni. La decisione finale è attesa entro la fine di luglio.

Un nuovo invito a comparire è stato notificato all’ex designatore Gianluca Rocchi, già interrogato dai magistrati. Si ipotizza a suo carico il reato di frode sportiva in concorso con membri della società nerazzurra, che al momento non sono stati identificati. Tra le partite sotto indagine figura Inter-Verona del 3 maggio 2025, nella quale Rocchi avrebbe scelto Gianluca Manganiello per evitare la designazione di Simone Sozza, considerato poco gradito all’ambiente interista.

Le gare contestate includono anche Bologna-Inter e la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan della stagione 2024/25, oltre a Torino-Inter del campionato successivo, per la quale Maurizio Mariani sarebbe stato designato con il consenso del club. Tuttavia, gli investigatori non hanno trovato intercettazioni dirette tra i dirigenti dell’Inter e Rocchi. Il presunto sistema di condizionamento si sarebbe basato su alcuni dirigenti dell’AIA, che avrebbero fatto da intermediari tra la società e il designatore.

Il pm Paolo Ielo, subentrato ad Andrea Ascione, dovrà ora decidere se ci siano elementi per chiedere il rinvio a giudizio o se procedere con l’archiviazione. Un altro filone dell’inchiesta, relativo alle presunte “bussate” alla sala VAR di Lissone, sarà trasmesso alla Procura di Monza per competenza territoriale.

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