Nessy Guerra: “Hanno bussato alle 3 di notte, ho avuto paura fosse il mio ex marito”
Nessy Guerra ha raccontato le sue recenti esperienze in un’intervista, descrivendo un episodio inquietante avvenuto nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio. Alle tre del mattino, la polizia egiziana ha bussato alla sua porta, portandola in commissariato con la motivazione di far rispettare le visite dell’ex marito alla loro figlia di tre anni e mezzo. Guerra ha espresso la sua preoccupazione per l’impatto che questa situazione ha avuto sulla bambina, sottolineando che una notte così traumatica è inaccettabile per una bimba così piccola.
Durante l’interrogatorio, Guerra ha chiesto di vedere un documento ufficiale riguardante l’ordine, ma non ha ricevuto risposte chiare. Ha anche rifiutato di consegnare il suo telefono per contattare i suoi avvocati. Ha firmato un documento che la obbliga a non lasciare il suo domicilio fino alla conclusione dei processi, ma teme per la sicurezza sua e della figlia, ora che la sua residenza non è più segreta.
Guerra ha chiesto al governo italiano di garantire la loro sicurezza, anche attraverso un trasferimento all’interno dell’ambasciata italiana al Cairo, ma ha ricevuto risposta negativa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che l’ambasciata ha richiesto una grazia presidenziale per Guerra, condannata in Egitto per adulterio, un reato non previsto dalla legge italiana. Tajani ha assicurato che si sta lavorando per riportare in Italia sia la madre che la figlia, sottolineando l’importanza di un approccio discreto per risolvere la situazione.
Guerra, già condannata in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in cassazione. L’ex marito, Tamer Hamouda, ha una condanna definitiva in Italia per maltrattamenti e stalking nei confronti di un’altra donna.
