Il centrosinistra all’attacco di Meloni: “È sfiduciata, ora salga al Colle”
La bocciatura dell’emendamento Bignami sulle preferenze alla Camera ha suscitato una forte reazione da parte delle opposizioni, che hanno chiesto le dimissioni del governo. Dopo un pomeriggio di tensioni parlamentari, i partiti di centrosinistra si sono riuniti davanti a Montecitorio per partecipare a una “veglia per la democrazia” organizzata da +Europa, esprimendo la loro contrarietà a quella che considerano una riforma incostituzionale. La contesa politica si è svolta sia all’interno che all’esterno del palazzo, con le minoranze che sono riuscite a ottenere lo scrutinio segreto anche sulla votazione finale della legge elettorale.
Il Movimento 5 Stelle ha interpretato la sconfitta della maggioranza come una sfiducia politica nei confronti di Giorgia Meloni, invitandola a fare un passo indietro. Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha criticato il premio di maggioranza, definendolo distorsivo della volontà popolare, e ha esortato la premier a riconoscere il fallimento. L’Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto esplicitamente a Meloni di recarsi al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Anche Matteo Renzi di Italia Viva, pur sostenendo l’introduzione delle preferenze, ha ritenuto inevitabile che la presidente del consiglio si dimetta per restituire il mandato e tornare al voto.
