“I nostri figli morti, lo Stato ci ignora”: impegno comune per i diritti delle vittime di Amatrice

A Orvieto, Mario Sanna ha condiviso il drammatico racconto della perdita del figlio Filippo, morto nel terremoto di Amatrice. Durante una conferenza stampa organizzata dall'Associazione 3.36 e Articolo 21, Sanna ha denunciato la mancanza di responsabilità dello Stato nella vigilanza e nei controlli delle strutture, sottolineando che Filippo è deceduto a causa di una casa non a norma.
Insieme a Sanna, Fernanda Biagini, madre di Matteo Gianlorenzi, ha raccontato la tragedia che ha colpito la sua famiglia. Matteo e la moglie Barbara erano a Amatrice per lavoro e sono morti sotto le macerie di un hotel non conforme. Entrambi i genitori hanno espresso la loro determinazione a lottare per i diritti delle vittime e delle loro famiglie, chiedendo un fondo di 60 milioni di euro per garantire un sostegno economico e opportunità lavorative ai superstiti.
La conferenza ha visto la partecipazione di esponenti politici di diverse fazioni, tra cui la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, che ha sottolineato l'importanza di un impegno comune per una legge che tuteli i diritti delle famiglie colpite da calamità. Nonostante i tentativi passati, Sanna ha evidenziato come le proposte di legge siano spesso destinate a decadere con il cambiamento dei governi.
Le famiglie coinvolte hanno subito perdite incommensurabili e si sono trovate a dover affrontare un sistema che, secondo loro, non ha saputo garantire giustizia. La richiesta di un emendamento unitario alla legge di bilancio è stata ribadita come ultima opportunità per dare voce a chi ha subito una tragedia. La speranza è che, finalmente, si possa ottenere un riconoscimento e un supporto adeguato per le vittime e i loro familiari.
