Ceuta, protestano i migranti per l’asilo: “Non torneremo indietro in Marocco”

Sulla spiaggia di El Trampolín, a Ceuta, centinaia di migranti hanno manifestato la loro determinazione a non tornare in Marocco, esponendo cartelli con la scritta "Asilo". La situazione è critica, con la polizia che ha recintato l'area, lasciando i migranti in condizioni precarie tra sabbia e ripari improvvisati.
L'emergenza sanitaria è grave, con medici e volontari che lavorano incessantemente per fornire acqua, cibo e cure. Sono stati segnalati focolai di gastroenterite e casi di scabbia e tubercolosi, aggravati dalle pessime condizioni igieniche degli accampamenti. L'assenza di servizi di base rende difficile il lavoro degli operatori, che cercano di prevenire infezioni più gravi.
In questo contesto, la ministra della Sanità spagnola, Mónica García, ha visitato Ceuta, affrontando le contestazioni della popolazione locale. Ha confermato che negli ultimi quindici giorni sono stati assistiti circa 5.800 migranti, ammettendo che il sistema sanitario è sotto pressione, ma escludendo un collasso imminente. Il rischio epidemiologico è considerato basso per i residenti e moderato per i migranti, ma la gestione logistica delle strutture rimane una sfida.
Nel frattempo, lungo i confini, le forze dell'ordine hanno intensificato i pattugliamenti, eseguendo numerosi fermi e respingimenti per contenere i tentativi di ingresso. Nonostante gli sforzi, la pressione migratoria continua a essere elevata e la tensione a Ceuta rimane alta.
