Delfin, la cassaforte di Luxottica nel mirino di Del Vecchio: chiesta un’indagine sul Cda

Delfin, la cassaforte di Luxottica nel mirino di Del Vecchio: chiesta un’indagine sul Cda

Leonardo Maria Del Vecchio, uno degli eredi del gruppo Luxottica e azionista di Delfin, ha inviato una lettera ai revisori della holding lussemburghese per richiedere un'indagine sulla gestione del consiglio di amministrazione. Nella missiva, datata 29 agosto, Del Vecchio ha sollevato preoccupazioni riguardo a possibili conflitti di interesse tra alcuni membri del consiglio.

Questa richiesta segna un nuovo capitolo nel conflitto sulla governance di Delfin, che ha visto contrapporsi Leonardo Maria e altri membri della famiglia negli ultimi mesi. I revisori, Fabio Scoyni e Lara Forte, erano stati nominati durante l'assemblea del 30 giugno, alla quale Del Vecchio non ha partecipato. In quella sede, è stata bocciata la candidatura di Marco Talarico come terzo revisore.

Delfin è un'importante holding che gestisce la partecipazione della famiglia Del Vecchio in EssilorLuxottica, oltre a investimenti nel settore finanziario e immobiliare. Negli ultimi mesi, il riassetto della proprietà familiare ha generato tensioni, in particolare dopo che ad aprile l'assemblea aveva approvato il trasferimento delle quote dei fratelli Luca e Paola a Leonardo Maria, portando la sua partecipazione al 37,5%.

La lettera ai revisori introduce un ulteriore livello di complessità nella situazione, poiché non si tratta di un'accusa di irregolarità, ma di una richiesta di verifica da parte di un azionista. Questo sviluppo evidenzia le difficoltà nel mantenere l'equilibrio tra gli eredi e il modello di governance stabilito dal fondatore, Leonardo Del Vecchio, a quattro anni dalla sua scomparsa.

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