81 anni fa la bomba atomica Fat Man colpiva Nagasaki, il sindaco: “Atomica male assoluto”

Alle 11.02 di oggi, Nagasaki ha commemorato l'81° anniversario dell'esplosione della bomba atomica "Fat Man", sganciata dagli Stati Uniti il 9 agosto 1945. Durante la cerimonia al Parco della Pace, il sindaco Shiro Suzuki ha sottolineato che le armi nucleari rappresentano "il male assoluto" e ha avvertito che la deterrenza non garantisce la sicurezza contro un conflitto nucleare. Ha messo in discussione la fiducia riposta nella deterrenza, citando la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente, dove sono coinvolti Stati nucleari.
Nel mondo ci sono ancora oltre 12.000 testate nucleari, e la tendenza alla riduzione degli arsenali sembra invertirsi. La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare si è conclusa senza un documento finale, evidenziando un circolo vizioso di sfiducia tra le nazioni. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per l'aumento del rischio di conflitti nucleari.
Circa 2.600 persone hanno partecipato alla cerimonia, inclusi sopravvissuti e rappresentanti di 98 Paesi, tra cui Stati Uniti e Russia. Sono stati aggiunti i nomi di 2.773 vittime, portando il totale a 204.708. La premier giapponese Sanae Takaichi ha ribadito l'impegno del governo a mantenere i tre principi antinucleari, mentre il dibattito interno sulla politica nucleare giapponese si fa sempre più acceso.
La commemorazione ha assunto un significato urgente, poiché la generazione degli hibakusha, i sopravvissuti, sta scomparendo. Chiyoko Motomura, 87 anni, ha condiviso la sua esperienza, sottolineando l'importanza del dialogo per la comprensione reciproca. Nagasaki continua a lottare per essere l'ultima città colpita da un'arma nucleare, un impegno che si fa sempre più pressante in un contesto internazionale difficile per il disarmo nucleare.
