Zelensky e Netanyahu alla Casa Bianca dalla porta di servizio

Un incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu si è svolto nello Studio Ovale, lontano dagli occhi dei media, dopo settimane di tensioni tra i due leader. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito l’incontro “positivo e produttivo”, mentre Netanyahu ha sottolineato l’importanza della collaborazione per impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.

Doron Spielman, portavoce di Netanyahu, ha confermato che Stati Uniti e Israele sono “pienamente allineati” sulla questione iraniana, minimizzando le divergenze su come affrontare la situazione. Tuttavia, Trump ha criticato Netanyahu per aver reso pubbliche informazioni di intelligence sull’attività nucleare iraniana, esprimendo il suo disappunto per la mancanza di riservatezza.

Nel contesto di un Washington blindato per il funerale del senatore Lindsey Graham, Netanyahu è stato accolto da manifestazioni di protesta contro il suo governo, con richieste di fermare il supporto militare a Israele. Le critiche nei confronti di Netanyahu si intensificano anche tra i democratici, con un recente voto di 100 membri liberali della Camera a favore del taglio degli aiuti a Israele.

Anche tra i repubblicani emergono malumori, in particolare tra i non interventisti, preoccupati per l’eventuale escalation del conflitto. Steve Bannon ha espresso frustrazione per le visite di Netanyahu alla Casa Bianca, sottolineando che la guerra in corso ha complicato la situazione politica per il partito. Con il conflitto che si protrae, cresce la preoccupazione per le ripercussioni sulle prossime elezioni di novembre.

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