Sciacca protagonista al Borgo Film Fest nel documentario di Raimondo Moncada

(Foto di Leandro Faustino)

Nella foto Raimondo Moncada e la direttrice artistica Elena Costa.

Ha preso ufficialmente il via ieri la terza edizione del Borgo Film Fest – Premio Frank Capra a Bisacquino, con l’inaugurazione al teatro comunale “Paolo Giaccone”. Alla cerimonia erano presenti la direttrice artistica Elena Costa e il sindaco Tommaso Francesco Di Giorgio.

Numerosi i lavori provenienti da tutto il mondo, dall’Europa al Medio Oriente fino al Sud America, a testimonianza della crescente rilevanza globale.

Tra le opere in programma spicca anche un documentario dedicato alla nostra città: Sciacca. L’autore è il giornalista e scrittore Raimondo Moncada, classe 1967, nato ad Agrigento ma da quasi ventisei anni residente e attivo proprio a Sciacca.

Il suo lavoro, dal titolo “Sciacca all inclusive”, si configura come un’esperienza e una scoperta dell’anima di una città che ha tanto da dare e da raccontare.

Il documentario si sviluppa su più livelli, attraversando diversi quartieri: parte dal borgo marinaro, attraversa il centro storico della città, già set dei film di Pietro Germi, e finisce in vetta sul monte Kronio.

Il progetto, realizzato per l’Istituto Walden di Menfi nell’ambito dell’iniziativa “Servizi informativo-divulgativi nelle tematiche sulla Educazione alla legalità, Politiche sociali, Diritto di Cittadinanza e Inclusione Sociale”, nasce da uno studio approfondito dei luoghi sotto molteplici aspetti: storico, sociale, umano, architettonico, artistico e paesaggistico.

Moncada, attraverso questo studio, ha cercato di individuare trame narrative e fili conduttori da intrecciare, restituendo una sintesi delle emozioni vissute attraversando a piedi vie, vicoli, piazze, terrazze, scalinate e pendici montuose, fino ai parchi d’arte, ai musei e agli specchi d’acqua.

Il documentario mira all’inclusione, nel senso più ampio della parola. Proprio grazie a questo concetto prende vita il titolo “Sciacca all-inclusive”, una sintesi di storia, arte, umanità e identità siciliana.

Nel suo lavoro, Sciacca viene raccontata come un insieme di “luoghi magici” attraverso le sue bellezze e peculiarità: dal mare alle terme, dalla ceramica artistica alla lavorazione del corallo, fino alla tradizione esplosiva e identitaria del Carnevale.

Il racconto è narrato dall’autore stesso, che diventa anche protagonista, mettendosi in gioco e contribuendo in prima persona.

Quello che primeggia nel suo lavoro è la capacità di aver saputo raccontare l’identità di Sciacca e le sue bellezze, restituendo al tempo stesso, con autenticità, l’emozione della sua esperienza diretta e profondamente vissuta.

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