Sciacca, l’opposizione attacca Termine: «Basta scaricare le responsabilità sul passato»

Le forze di opposizione del Consiglio comunale di Sciacca replicano al sindaco Fabio Termine dopo il dibattito sulla relazione annuale e contestano le posizioni espresse dal movimento politico guidato dal primo cittadino sul futuro del centro storico e sulle responsabilità legate al Piano regolatore generale.
«Basta scaricare le responsabilità sul passato. Il sindaco risponda degli impegni assunti con i cittadini nel 2022», affermano i consiglieri di minoranza in un comunicato congiunto, esprimendo perplessità per quello che definiscono un atteggiamento di nervosismo e insofferenza mostrato da Termine durante il confronto consiliare.
Secondo l'opposizione, la relazione annuale avrebbe dovuto rappresentare un'occasione per verificare lo stato di attuazione del programma elettorale del 2022. Il sindaco, invece, si sarebbe limitato a elencare opere pubbliche, manutenzioni e finanziamenti, alcuni dei quali riconducibili a precedenti amministrazioni, a risorse regionali, statali ed europee oppure a iniziative sostenute e sollecitate dagli stessi consiglieri di minoranza.
Le opposizioni non contestano l'utilità degli interventi realizzati, ma ritengono che non possano essere attribuiti esclusivamente all'attuale amministrazione né sostituire una verifica puntuale delle promesse elettorali.
Al centro della polemica anche un recente intervento sui social del movimento politico Mizzica guidato da Termine, che avrebbe ricondotto le difficoltà del centro storico alle scelte urbanistiche contenute nel PRG del 2015, chiamando in causa le responsabilità del centrodestra.
I consiglieri ricordano che il Piano regolatore fu adottato da un commissario ad acta nel 2015 e approvato definitivamente dalla Regione Siciliana nel 2020, con modifiche e prescrizioni, durante l'amministrazione di centrosinistra guidata da Francesca Valenti.
Da qui una serie di interrogativi rivolti al sindaco. L'opposizione chiede perché l'amministrazione dell'epoca non abbia ritenuto di contrastare le modifiche introdotte dal Dipartimento regionale o di promuovere un confronto in Consiglio comunale prima dell'approvazione definitiva del piano.
I consiglieri chiedono inoltre di chiarire quali specifiche previsioni del PRG avrebbero contribuito alla chiusura delle attività commerciali e allo spopolamento del centro storico e quali iniziative siano state adottate dall'amministrazione Termine, dal 2022 a oggi, per superare le eventuali criticità urbanistiche.
Il comunicato richiama anche gli impegni assunti dal sindaco durante la campagna elettorale, tra cui il recupero del patrimonio storico, l'introduzione di strumenti di pianificazione per il centro antico, gli incentivi alla riqualificazione degli immobili e una strategia per migliorare l'attrattività e l'accessibilità del centro storico.
Secondo l'opposizione, interventi come la manutenzione delle strade o l'installazione di nuovi punti luce, pur essendo utili, non possono essere considerati equivalenti a un progetto complessivo di rigenerazione urbana.
Le forze di minoranza ribadiscono la disponibilità a sostenere le iniziative utili alla città, senza rinunciare alla propria funzione di controllo sull'operato amministrativo. Dopo oltre quattro anni di governo cittadino, sostengono, non sarebbe più sufficiente attribuire le difficoltà di Sciacca alle amministrazioni precedenti.
«La vera memoria selettiva è ricordare il PRG del 2015 e dimenticare il programma elettorale del 2022. Sciacca ha bisogno di risposte e risultati, non di alibi politici», conclude il comunicato.
La presa di posizione è sottoscritta dai consiglieri comunali Lorenzo Maglienti, Paolo Mandracchia, Calogero Bono, Gaetano Cognata, Filippo Bellanca, Ignazio Bivona, Alberto Sabella, Antonino Venezia, Giuseppe La Bella, Isidoro Maniscalco, Alessandro Grassedonio, Clelia Catazaro, Luca La Barbera, Carmela Santangelo e Giuseppe Catanzaro.
