Sciacca, chioschi del pesce e lavori in piazza Sturzo: interrogazione di Brucculeri e Blò al sindaco

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco di Sciacca, Fabio Termine, chiedendo chiarimenti sul futuro delle tre attività commerciali di rivendita del pesce tramite chiosco presenti tra Piazza Don Luigi Sturzo e Via Cappuccini, alla luce dell’avvio dei lavori di riqualificazione urbana della piazza.
L’interrogazione, trasmessa per conoscenza anche al presidente del Consiglio comunale Ignazio Messina, concentra l’attenzione sulle modalità amministrative adottate nei confronti degli operatori e sulle possibili conseguenze economiche per le famiglie coinvolte.
Secondo quanto riportato dai due consiglieri, nell’area interessata dai lavori e nelle immediate vicinanze operano storicamente tre attività: due in Piazza Don Luigi Sturzo e una in Via Cappuccini. Nei giorni scorsi, in concomitanza con l’apertura del cantiere, ai titolari sarebbe stato richiesto verbalmente dagli agenti della Polizia Municipale di procedere in tempi brevi allo smantellamento delle strutture.
Brucculeri e Blò affermano che, al momento della presentazione dell’interrogazione, agli operatori non sarebbe pervenuta alcuna comunicazione ufficiale, ordinanza di sgombero o altro provvedimento scritto da parte dell’Amministrazione comunale o degli uffici competenti. Una situazione che, secondo i consiglieri, determinerebbe incertezza per i titolari delle attività e non consentirebbe loro di esercitare pienamente le possibilità di interlocuzione previste dalle procedure amministrative.
I firmatari precisano di non voler entrare nel merito della compatibilità urbanistica o igienico-sanitaria dei chioschi con il decoro, l’igiene o la futura configurazione dell’area. L’interrogazione, spiegano, riguarda invece il metodo seguito dall’Amministrazione e il rispetto delle garanzie previste dalla legge.
Al sindaco viene innanzitutto chiesto di chiarire quale sia la volontà formale dell’Amministrazione sul futuro delle tre attività e, in particolare, se l’eventuale rimozione dei chioschi debba essere considerata temporanea e legata esclusivamente alla durata del cantiere oppure se sia prevista una soluzione definitiva. I consiglieri chiedono inoltre chiarimenti sulla posizione del chiosco di Via Cappuccini e sul suo eventuale coinvolgimento nei progetti di riqualificazione dell’area.
Un secondo punto riguarda le procedure seguite. Brucculeri e Blò chiedono per quale ragione, secondo la loro ricostruzione, non sia stata avviata una procedura amministrativa formale, con una comunicazione di avvio del procedimento ai sensi della Legge 241 del 1990 e con l’adozione di un atto scritto e motivato.
L’interrogazione richiama infine l’impatto economico e sociale che l’eventuale chiusura o smantellamento delle attività potrebbe determinare per i nuclei familiari che da esse traggono il proprio sostentamento. I consiglieri chiedono per questo l’apertura di un confronto con i titolari dei tre chioschi e la valutazione di possibili soluzioni alternative, tra cui una ricollocazione temporanea durante i lavori o l’individuazione di altri spazi idonei.
Secondo Brucculeri e Blò, la mancanza di un percorso amministrativo chiaro potrebbe inoltre determinare contenziosi giudiziari con possibili conseguenze sui tempi di esecuzione dell’opera pubblica.
I due consiglieri hanno chiesto al sindaco una risposta scritta nei termini previsti dal Regolamento del Consiglio comunale.
