Russia al voto a settembre: la guerra al centro della campagna, Putin minaccia risposte distruttive

Russia al voto a settembre: la guerra al centro della campagna, Putin minaccia risposte distruttive

Le elezioni parlamentari del 20 settembre rappresentano un momento significativo per la Federazione Russa, poiché sono le prime consultazioni per il rinnovo della Duma dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. La campagna elettorale è caratterizzata da un clima di forte repressione del dissenso interno, con l'esclusione di Yabloko, l'unico partito apertamente contrario alla guerra, e la condanna a 11 anni di carcere per il suo vicepresidente.

Il partito di maggioranza, Russia Unita, ha mostrato compattezza durante il congresso nazionale, al quale ha partecipato il presidente Vladimir Putin. In un contesto di crescente complessità sul campo di battaglia e di quelli che ha definito "attacchi barbari" da parte di Kiev, Putin ha sottolineato la necessità di un sostegno attivo da parte dei cittadini per il proseguimento del conflitto. Tra i candidati di spicco del partito ci sono diversi militari reduci dal fronte ucraino, con Putin che si è dichiarato certo della vittoria finale di Mosca.

La tornata elettorale si svolge in un periodo segnato da un aumento delle incursioni ucraine contro le infrastrutture industriali ed energetiche russe. In un'intervista alla televisione statale, Putin ha avvertito che Kiev ha aperto un "vaso di Pandora" e che la risposta russa sarà distruttiva, annunciando un potenziamento delle difese aeree nazionali. Ha inoltre respinto come irricevibili le proposte di negoziato provenienti dall'Ucraina. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha ulteriormente chiuso le porte alla diplomazia, affermando che nell'Europa attuale non esiste un interlocutore credibile per avviare trattative.

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