Ranucci, al vaglio carte e device di Lavitola
Gli inquirenti che indagano sull’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre a Pomezia, hanno acquisito sette manoscritti, appunti, tre cellulari e due pendrive appartenenti a Valter Lavitola, considerato il mandante dell’azione.
Lavitola è stato convocato e interrogato ieri, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, fornendo al pubblico ministero solo dichiarazioni spontanee in cui ha respinto le accuse a suo carico. Attualmente, non è prevista una nuova audizione di Ranucci come testimone nel procedimento.
