Ponte sullo Stretto, la storia del progetto dall’800 ad oggi

Il progetto di un collegamento stabile tra la Sicilia e il continente italiano ha origini lontane, risalenti al 1840, durante il regno borbonico. Nel corso dell'Ottocento, le proposte per realizzare questa infrastruttura spaziavano dal ponte sospeso al tunnel. Solo nel 1968, una legge dello Stato affidò ad Anas e Ferrovie dello Stato lo studio di fattibilità, in un periodo in cui l'Autostrada del Sole, inaugurata da poco, aveva già unito il Nord e il Sud del paese.
Negli anni successivi, il ministero dei lavori pubblici indisse un concorso internazionale per trovare la soluzione tecnica più adeguata. Tra le proposte emerse, il ponte sospeso a campata unica e il tunnel sottomarino si rivelarono le più promettenti, ma quest'ultimo si dimostrò difficile da realizzare a causa delle caratteristiche geologiche dello Stretto di Messina.
Nel 1992, la Società Stretto di Messina scelse la soluzione del ponte a campata unica, lungo 3666 metri, che, se realizzato, diventerebbe il più lungo del mondo in questa categoria. Il progetto prevede tre corsie stradali per senso di marcia, due binari ferroviari e una struttura in grado di resistere a forti venti e terremoti.
Il costo dell'opera è attualmente stimato in 13,5 miliardi di euro, finanziato interamente con risorse pubbliche. Dopo un lungo periodo di stallo, il progetto definitivo è stato approvato nel 2025, ma ha incontrato ostacoli legali e burocratici, inclusi rilievi da parte della Corte dei conti.
Il dibattito sul ponte è acceso, con sostenitori che lo vedono come un'opportunità di sviluppo per il Meridione e critici preoccupati per l'impatto ambientale e i costi. Resta da vedere se il progetto riuscirà a superare le sfide istituzionali e a diventare una realtà.
