Petroliera incagliata in Oman, la marea nera si allarga: le immagini dal satellite

Petroliera incagliata in Oman, la marea nera si allarga: le immagini dal satellite

Una vasta chiazza di petrolio si sta espandendo nelle acque del Mar Arabico, intorno alla petroliera Caroline Bezengi, incagliata al largo dell'isola di Al-Qibliyyah, nell'arcipelago delle Hallaniyat in Oman. Le immagini satellitari del 17 agosto, fornite dal programma europeo Copernicus Sentinel-2, evidenziano l'estensione del greggio fuoriuscito, che ha raggiunto anche la costa omanita.

La petroliera aveva segnalato difficoltà il 8 giugno, mentre si trovava al largo del porto yemenita di Mukalla, e le prime valutazioni indicavano un'esplosione a bordo. Successive immagini hanno mostrato segni di incendio, ma la causa non è stata accertata e non ci sono state rivendicazioni di attacco. Il segnale AIS della nave è scomparso l'11 giugno e il 30 giugno la Caroline Bezengi si è incagliata, trasportando circa 800.000 barili di petrolio russo, caricato a Novorossiysk e diretto verso l'Asia.

Costruita nel 2001, la nave è parte della "flotta ombra" russa, utilizzata per esportare petrolio nonostante le sanzioni. Attualmente, è soggetta a restrizioni da parte dell'Unione Europea e del Regno Unito. La perdita di petrolio, inizialmente limitata, ha raggiunto una superficie di circa 2.000 chilometri quadrati, con il greggio che ha toccato le spiagge di Ras Madrakah, a circa 200 chilometri dal relitto.

La posizione della nave è particolarmente critica, essendo vicina a un'area marina protetta, habitat di specie rare come la megattera del Mar Arabico e tartarughe marine. L'Oman sta coordinando le operazioni di recupero con la società britannica Ambrey, che ha mobilitato navi specializzate e oltre 100 tonnellate di attrezzature, ma le operazioni sono ostacolate da condizioni meteorologiche avverse e dalla situazione della petroliera.

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