Oms indaga sul caso di peste in Siberia. Spallanzani: “Non è una malattia sconfitta, ma no allarmi”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che il rischio per la salute pubblica è "basso" dopo la morte di una ricercatrice dell'Istituto di ricerca contro la peste in Siberia, Russia. Il portavoce dell'Oms, Christian Lindmeier, ha confermato che tutti i contatti della paziente sono stati identificati e monitorati, senza che al momento siano stati segnalati sintomi di malattia. Le autorità sanitarie russe hanno comunicato che la ricercatrice è deceduta a causa di una polmonite di origine non ancora chiarita, mentre alcuni media locali hanno ipotizzato un possibile contagio da peste a seguito della rottura di una provetta in laboratorio.
L'Oms sta seguendo attentamente la situazione e ha avviato accertamenti di laboratorio per verificare le circostanze della morte. Lindmeier ha sottolineato che l'organizzazione è in contatto con le autorità russe per raccogliere informazioni sui risultati degli esami e sullo stato di salute delle persone in quarantena.
Emanuele Nicastri, direttore della Uoc di Malattie Infettive dell'Irccs Spallanzani di Roma, ha avvertito che la peste non è una malattia sconfitta e che esistono ancora casi nel mondo, con recenti epidemie in Madagascar e segnalazioni in Congo e Perù. Ha spiegato che la peste polmonare, la forma più grave della malattia, può derivare dall'esposizione a batteri aerosolizzati, come nel caso della ricercatrice, e ha sottolineato l'importanza di seguire rigorose misure di sicurezza nei laboratori. La ricercatrice, Daria Shipilova, aveva 28 anni e oltre 200 persone che potrebbero aver avuto contatti con lei sono state messe in quarantena.
