7 ottobre 2023, il trauma di Israele e la distruzione di Gaza: 3 anni e 74mila morti dopo

Il 7 ottobre 2023, durante la festività ebraica, un festival musicale nel deserto del Negev si trasforma in un incubo quando commando di Hamas attaccano, causando la morte di 378 persone e il rapimento di 44. L'assalto colpisce anche 21 comunità, con un bilancio totale di circa 1.200 morti, per la maggior parte civili, e 251 ostaggi. Questo evento segna l'inizio di un conflitto che porterà alla devastazione della Striscia di Gaza, con l'82% degli edifici distrutti e un saldo di 74.237 morti e 175.206 feriti registrati entro ottobre 2026.
Le conseguenze economiche sono drammatiche: i danni fisici ammontano a 35,2 miliardi di dollari e le perdite economiche a 22,7 miliardi. La Banca d'Israele stima una produzione persa di 177 miliardi di shekel, con un debito pubblico in aumento. La Corte penale internazionale emette mandati d'arresto per il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra, ma Israele contesta la giurisdizione.
Il trauma del 7 ottobre ha un impatto profondo sulla società israeliana, con sintomi di ansia e depressione diffusi. Le proteste per il recupero degli ostaggi diventano un fenomeno di massa, culminando in manifestazioni che coinvolgono oltre un milione di persone. La richiesta di una commissione d'inchiesta sulle falle di sicurezza del giorno dell'attacco divide l'opinione pubblica.
A livello internazionale, il sostegno a Israele diminuisce, con un'inversione di tendenza nei sondaggi negli Stati Uniti. Le elezioni israeliane del 27 ottobre si svolgono in un clima di incertezza, con un Parlamento spaccato e la sicurezza come tema centrale per gli elettori. Nel contesto globale, il conflitto con l'Iran e le sue ripercussioni sul mercato petrolifero evidenziano l'ampiezza delle conseguenze di questi eventi.
