Omicidio Esposito, il giallo del giornalista ucciso, si segue la pista privata. Confessa un 26enne

Le indagini sull’omicidio di Luca Esposito, il giornalista ucciso e dato alle fiamme in provincia di Salerno, si concentrano ora su una pista di carattere privato. Un 26enne, senza fissa dimora e irregolare in Italia, ha confessato l’assassinio. Gli investigatori stanno esaminando i rapporti tra il giovane e la vittima, che si conoscevano da giugno.

Il vice premier Matteo Salvini ha commentato il fermo del tunisino, chiedendo il suo rimpatrio. La Procura mantiene riservato il movente, parlando di motivi personali. L’Arcigay di Salerno ha sollecitato di evitare speculazioni sulla vita privata della vittima, mentre il direttore di OttoChannel ha chiesto rispetto e discrezione in merito alla tragica fine di Esposito.

Il presunto omicida è stato arrestato in un’abitazione abbandonata a Eboli, dove sono stati trovati il telefono e una carta di pagamento della vittima. Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno rivelato che il giorno dell’omicidio i due si sono incontrati e, dopo una violenta lite, il giovane ha colpito Esposito, provocandone la morte e successivamente ha incendiato il corpo.

Il tunisino, già destinatario di un obbligo di rimpatrio, è stato identificato a Lampedusa nel 2023 e ha precedenti per occupazione abusiva. Le sorelle di Esposito hanno chiesto di rispettare il loro dolore, scegliendo di rimanere in silenzio.

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