Nuovo processo a 30 anni dalla morte del rapper Tupac Shakur

Nuovo processo a 30 anni dalla morte del rapper Tupac Shakur

Trent'anni dopo l'omicidio di Tupac Shakur, avvenuto nel settembre del 1996 a Las Vegas, è iniziato il processo contro Duane 'Keffe D' Davis. L'accusa sostiene che Davis, 63 anni e arrestato nel 2023, abbia organizzato l'agguato per vendetta, pur non essendo l'esecutore materiale. Secondo Binu Palal, vice procuratore capo della Contea di Clark, Davis ha pianificato la sparatoria in risposta a un pestaggio subito da suo nipote, Orlando "Baby Lane" Anderson, da parte dell'entourage di Shakur.

Il rapper, colpito da quattro proiettili mentre si trovava in auto, morì il 13 settembre 1996, dopo essere stato ricoverato in gravi condizioni. Davis si è dichiarato non colpevole e il suo avvocato ha definito le accuse come "pura invenzione". Tuttavia, Palal ha presentato prove, tra cui un video dell'aggressione a Anderson, per dimostrare il movente di vendetta.

Durante il processo, Davis è apparso in aula in abito blu, mantenendo un atteggiamento silenzioso mentre il suo legale contestava le accuse. Nella seconda giornata, James "Mob James" McDonald, ex capo della sicurezza del Club 662, ha testimoniato in modo riluttante, affermando di essere stato minacciato di oltraggio alla corte se non avesse reso testimonianza. Ha evitato di indicare il presunto colpevole, affermando di non voler mandare in prigione Davis.

Tupac Shakur, considerato uno dei rapper più influenti di sempre, ha avuto una carriera segnata da successi e controversie, tra cui un precedente agguato nel 1994. La sua musica, caratterizzata da temi politici e sociali, continua a influenzare la cultura contemporanea.

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