Mazzette nascoste nei panettoni e caporalato nei lavori Tav Napoli-Bari, arresti e sequestri

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 20 misure cautelari nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali coinvolti nei lavori per la linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Le accuse comprendono corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni inesistenti. Su richiesta del pubblico ministero Henry John Woodcock, il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo dei profitti derivanti da reati di corruzione, utilizzati per l'acquisto di calcestruzzo di scarsa qualità.
Tra le modalità di corruzione emerse, vi sono mazzette occultate in panettoni natalizi e altre utilità come orologi di pregio e soggiorni. L'indagine ha rivelato un sistema di relazioni corruttive tra imprenditori e funzionari pubblici, che avrebbero favorito alcune aziende nell'assegnazione di contratti e nella gestione dei lavori.
Un altro aspetto investigativo ha riguardato l'impiego irregolare di lavoratori extracomunitari, in particolare egiziani, sottoposti a condizioni di lavoro estremamente gravose, con turni che arrivavano fino a 20 ore e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali. Inoltre, sono state riscontrate irregolarità nei permessi di soggiorno e nella formazione sulla sicurezza.
Le indagini hanno anche evidenziato problemi nella qualità del calcestruzzo utilizzato, con valori di resistenza inferiori a quelli previsti, e irregolarità nella gestione dei materiali di scavo, con smaltimento di rifiuti contenenti amianto. Il procuratore Nicola Gratteri ha sottolineato che i subappalti rappresentano un anello debole nel sistema degli appalti pubblici, spesso teatro di corruzione e irregolarità.
