Mario Sanna: “Mio figlio Filippo morto ad Amatrice perché lo Stato non ha vigilato”

Mario Sanna: "Mio figlio Filippo morto ad Amatrice perché lo Stato non ha vigilato"

Mario Sanna, padre di Filippo, il ventiduenne deceduto a causa del terremoto di Amatrice nel 2016, ha partecipato a una conferenza stampa a Orvieto per sostenere i diritti delle famiglie delle vittime di calamità naturali. Dopo quasi tre mesi di sciopero della fame, Sanna ha espresso la sua frustrazione per il silenzio prolungato delle istituzioni e per le promesse non mantenute dai vari governi.

Insieme all'Associazione 3.36, alla sindaca di centrodestra Roberta Tardani e ai rappresentanti del Campo largo, ha sottolineato l'importanza di unire le forze politiche per introdurre un emendamento nella prossima legge di bilancio. Il suo appello è rivolto alla creazione di un fondo di garanzia di 60 milioni di euro, che prevede un indennizzo di 200mila euro per ogni nucleo familiare e liste prioritarie per assunzioni nel pubblico impiego. Sanna ha fatto riferimento alle tutele già istituite in passato per altre tragedie nazionali, come quelle del Friuli, dell'Irpinia, e le stragi di Viareggio e Rigopiano, per sostenere la sua causa.

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