Maldive, morti cinque italiani durante un’immersione in grotta a 50 metri di profondità
Cinque turisti italiani sono morti durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Le autorità locali hanno confermato il ritrovamento dei corpi dopo che la loro scomparsa era stata segnalata intorno alle 13.45 ora locale. I subacquei, che si trovavano a bordo di un’imbarcazione da crociera, erano scomparsi mentre esploravano alcune grotte a una profondità di 50 metri.
La Farnesina ha dichiarato che le cause dell’incidente sono ancora oggetto di indagine da parte delle autorità maldiviane. Secondo le prime informazioni, i subacquei erano scomparsi durante un’immersione vicino all’isola di Alimathaa e l’equipaggio aveva denunciato la loro assenza quando non erano riemersi a mezzogiorno.
Tra le ipotesi avanzate, alcuni esperti hanno menzionato la possibilità di tossicità da ossigeno, che può verificarsi a profondità elevate. Le condizioni meteorologiche avverse, con un’allerta gialla per mare mosso, potrebbero aver complicato le operazioni di ricerca e salvataggio.
Una delle vittime era una professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova, nota per il suo impegno nella ricerca marina. Le altre vittime provenivano da diverse città italiane, tra cui Padova, Milano, Novara e Torino.
L’atollo di Vaavu è una meta popolare per gli appassionati di immersioni, noto per i suoi fondali ricchi di fauna marina. Le immersioni sono praticabili tutto l’anno, ma il periodo migliore è generalmente tra novembre e aprile. Gli esperti avvertono che la profondità e la composizione della miscela di gas respirata sono fattori cruciali per la sicurezza durante le immersioni.
