Lugansk, il dormitorio dopo l’attacco ucraino e i testimoni
Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato alle forze armate di preparare opzioni di risposta contro l’Ucraina dopo un attacco con droni che ha colpito un dormitorio studentesco a Starobilsk, nella regione di Luhansk. L’attacco ha causato sei morti, decine di feriti e 15 persone risultano disperse. Putin ha affermato che non c’erano obiettivi militari nelle vicinanze e ha accusato l’esercito ucraino di aver preso di mira i civili.
L’esercito ucraino ha respinto le accuse, sostenendo di aver colpito un’unità d’élite di comando dei droni, e ha affermato di rispettare il diritto internazionale umanitario. A Starobilsk, testimoni hanno descritto forti esplosioni e incendi, costringendo i residenti a cercare rifugio. Lyubov Yakovlevna, una residente, ha raccontato di aver vissuto momenti di terrore durante l’attacco.
Secondo le autorità russe, 86 adolescenti erano presenti nel dormitorio al momento dell’attacco. Due persone sono state estratte dalle macerie, mentre fino a 18 bambini potrebbero essere ancora intrappolati. Alcuni dei feriti sono in gravi condizioni. Il portavoce del Cremlino ha definito l’attacco un “crimine mostruoso” e ha chiesto che i responsabili siano puniti.
Il Ministero degli Esteri russo ha denunciato l’attacco come un atto terroristico e ha chiesto una condanna internazionale. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha convocato una sessione d’emergenza per discutere l’incidente. La situazione continua a essere tesa, con l’Ucraina che cerca di riconquistare Luhansk, una regione rivendicata dalla Russia.
