L’Ue compatta su Ceuta: promossa la gestione spagnola, ma resta il nodo dei controlli e dei rimpatri

L'Ue compatta su Ceuta: promossa la gestione spagnola, ma resta il nodo dei controlli e dei rimpatri

L'Unione Europea ha mostrato un certo grado di unità in seguito alla crisi migratoria a Ceuta, con i ministri degli Interni dei vari Paesi membri che hanno riconosciuto l'efficacia della risposta spagnola. Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha descritto l'incontro come "completamente costruttivo", evidenziando che circa 70.000 delle 72.000 persone arrivate a Ceuta la scorsa settimana sono già state rimpatriate in Marocco. Il commissario europeo Magnus Brunner ha confermato che la cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea ha preservato l'integrità dello spazio Schengen.

Tuttavia, non sono mancate le tensioni diplomatiche, in particolare con l'Italia, che ha deciso di ripristinare controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna. Grande-Marlaska ha definito questa misura "inutile e sproporzionata", mentre il ministro italiano Matteo Piantedosi ha giustificato la scelta come precauzionale per garantire la sicurezza nazionale.

La riunione ha anche affrontato il futuro della gestione dei flussi migratori, con Bruxelles che ha sottolineato l'importanza di attuare le nuove regole del Patto su migrazione e asilo. Si sta discutendo la creazione di centri per rimpatri in Paesi terzi, proposta sostenuta da alcuni Stati membri come l'Italia, ma osteggiata da altri, tra cui Francia e Spagna, che la considerano difficile da gestire e costosa.

Infine, la questione della regolarizzazione dei migranti in Spagna ha suscitato polemiche in Europa. Il governo di Pedro Sánchez ha motivato la sua decisione con ragioni umanitarie e necessità economiche, ma altri Paesi temono che una regolarizzazione di massa possa incentivare ulteriori flussi migratori irregolari.

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