Livio Berruti e quell’impresa di Roma ’60

Livio Berruti e quell'impresa di Roma '60

Nel 1960, durante le Olimpiadi di Roma, l'Italia, reduce dal Miracolo economico, desiderava mostrare il suo nuovo volto, ma anche il suo spirito di orgoglio e fatica, soprattutto nello sport. In questo contesto, un giovane di Torino, Livio Berruti, si preparava a riscrivere la storia dell'atletica italiana.

Berruti, studente di Chimica, aveva già conquistato numerosi titoli alle Universiadi del 1959, dominando le gare dei 100 e 200 metri e la staffetta 4×100. La federazione atletica italiana riponeva in lui grandi speranze. Il 3 settembre 1960, allo Stadio Olimpico di Roma, si svolse la gara dei 200 metri, che vide la partecipazione di atleti di fama mondiale come gli americani Norton e Johnson e il britannico Radford.

Nonostante le difficoltà, Berruti stupì tutti, stabilendo un record del mondo in semifinale con un tempo di 20 secondi e 5. Pochi minuti dopo, si presentò per la finale. Ricordando quel momento, Berruti affermò di aver cercato di chiacchierare con i suoi avversari per mantenere la calma. Al via, scattò in testa e conquistò la medaglia d'oro, facendo esplodere di gioia il pubblico romano.

Con questo trionfo, Berruti divenne il primo europeo a vincere i 200 metri alle Olimpiadi, ricevendo come premio un milione e 200mila lire e una Fiat 500. La sua carriera continuò con successi ai giochi del Mediterraneo e titoli italiani, e si classificò quinto alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Tuttavia, per Berruti, la sua missione era già compiuta: “Lo sport è importante nella vita. Nello sport, non puoi fingere”.

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