L’Europa chiude in rosso, ma volano i titoli energetici

I mercati azionari europei chiudono in rosso a causa dell’incertezza legata alla situazione nello stretto di Hormuz. Milano registra un calo dell’1,36%, influenzata anche dalla distribuzione dei dividendi di otto società del Ftse Mib. Anche Francoforte e Parigi perdono oltre l’1%, mentre Londra scende dello 0,61%. Tuttavia, i titoli energetici mostrano segni di crescita, sostenuti dall’aumento del prezzo del petrolio, che ha spinto anche Piazza Affari.

Le banche, invece, subiscono perdite significative, con Unicredit che scende quasi del 3% in concomitanza con una call con gli analisti riguardante Commerzbank. L’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, ha dichiarato che Commerzbank non è adeguatamente preparata ad affrontare le sfide future senza il supporto della banca italiana. Orcel ha anche accennato alla possibilità di rivedere i termini dell’offerta pubblica di scambio, criticati dai vertici di Commerzbank, ma solo dopo un confronto approfondito. In caso di fusione, ha stimato un utile complessivo di 21 miliardi.

Negativa anche la situazione a Wall Street, con il Dow Jones poco sotto la parità e un calo di oltre mezzo punto percentuale per il Nasdaq. Nel frattempo, il prezzo del petrolio continua a risalire, con il Brent che guadagna il 5% e si attesta intorno ai 95 dollari al barile. Il gas alla Borsa di Amsterdam supera i 40 euro al megawattora.

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