La nuova Ungheria di Magyar tende la mano all’Europa: “È un cambio di regime”

In Ungheria, il partito di centrodestra Tisza ha vinto le elezioni parlamentari con oltre il 54% dei voti, segnando la fine dell’era di Viktor Orbán. Tisza ha ottenuto 138 seggi su 199, mentre il partito Fidesz di Orbán ha ricevuto meno del 37%, garantendosi solo 55 seggi. L’unica altra forza ad entrare in Parlamento è Mi Hazánk, con sei eletti. Il leader di Tisza, Péter Magyar, ha chiesto la convocazione immediata del Parlamento per formare un nuovo governo, auspicando di entrare in carica entro il 5 maggio. Ha criticato il presidente uscente, Tamas Sulyok, definendolo un “burattino di Orbán”. Magyar ha promesso di ripristinare lo Stato di diritto e la democrazia pluralistica, riformando le strutture governative per combattere la corruzione e affrontare problemi come la sanità e l’istruzione. Magyar ha dichiarato che il popolo ungherese ha votato per un “cambiamento di regime”, non solo per un cambio di governo. Tra le prime riforme, ha annunciato un limite di due mandati per il primo ministro, applicabile anche a Orbán. In politica estera, ha promesso un approccio costruttivo verso l’Europa e ha escluso un’adesione accelerata dell’Ucraina all’Unione Europea mentre è in guerra. Durante la campagna, Magyar ha criticato la gestione economica di Orbán e ha promesso di recuperare fondi europei congelati a causa di preoccupazioni sulla corruzione. Ha anche annunciato l’intenzione di introdurre l’euro in Ungheria entro il 2030. Le reazioni europee alla vittoria di Magyar sono state positive, con molti leader politici che vedono in essa un segnale di riavvicinamento all’Unione Europea. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha elogiato il coraggio del popolo ungherese, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto con favore il nuovo approccio costruttivo. In Russia, le reazioni sono state contrastanti, con alcuni funzionari che hanno espresso preoccupazione per il futuro delle relazioni

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