La droga viaggiava dentro anonimi pacchi postali. Gli spacciatori pagati 400 euro a settimana

La droga proveniva dalla Spagna e veniva consegnata in quattro giorni nel Palermitano tramite corriere espresso. Le trattative avvenivano attraverso app di messaggistica criptate, con pagamenti effettuati in bitcoin. La banda dei Kalashnikov, coinvolta anche nel racket delle estorsioni, gestiva il traffico di stupefacenti. Secondo il nuovo collaboratore di giustizia Alessio D’Agostino, Salvatore Verga era il responsabile del traffico, impartendo ordini dalla sua cella nel carcere di Trani, dove sono stati sequestrati due cellulari. La principale piazza di spaccio si trovava nel quartiere Zen, con una rete di pusher retribuiti 400 euro a settimana. L’inchiesta è stata condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri, coordinato dalla Dda di Palermo.

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