La Corte Suprema Usa sblocca l’ordine esecutivo di Trump che limita il voto per corrispondenza

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accolto la richiesta d'urgenza dell'amministrazione Trump, revocando l'ordinanza di giudici di grado inferiore che aveva bloccato l'ordine esecutivo relativo al voto per corrispondenza. Questa decisione consente al governo di attuare le nuove regole federali in vista delle prossime elezioni.
L'ordine esecutivo, volto a verificare la cittadinanza e a garantire l'integrità del processo elettorale, prevede che il Dipartimento di Sicurezza Interna incroci i dati per identificare i cittadini aventi diritto di voto. Inoltre, il Servizio Postale non potrà elaborare o consegnare le schede agli Stati che non adotteranno i registri e gli standard di tracciabilità richiesti. Questa misura si inserisce nella campagna di Trump contro il voto per corrispondenza, considerato vulnerabile e poco controllato.
Inizialmente, i tribunali di grado inferiore avevano accolto i ricorsi di una coalizione di Stati e organizzazioni per i diritti civili, bloccando l'ordine esecutivo per violazione delle prerogative costituzionali degli Stati e del Congresso. Tuttavia, la Corte Suprema ha ritenuto impropria l'ingiunzione cautelare che impediva l'azione dell'Esecutivo, sostenendo la necessità di coordinare le agenzie federali per prevenire irregolarità. La questione della costituzionalità delle norme potrà comunque essere esaminata nei gradi di giudizio successivi.
