L’ombra delle bombe su Roma e i fantasmi della banda della Magliana

L'ombra delle bombe su Roma e i fantasmi della banda della Magliana

Di fronte alla recente ondata di attentati dinamitardi nelle periferie romane, il professor Vincenzo Musacchio, criminologo ed esperto di mafie, analizza le dinamiche criminali in atto. Secondo Musacchio, gli esplosivi non sono mai casuali, ma strumenti di controllo del territorio e di ridefinizione dei rapporti di forza. Gli attentati in serie possono indicare una guerra tra narco-clan o una strategia di estorsione, con l'intento di affermare il dominio su specifici quartieri.

La criminalità organizzata a Roma ha subito cambiamenti significativi, soprattutto a causa di vuoti di potere lasciati da operazioni giudiziarie e arresti. Questi vuoti generano destabilizzazione, con nuove fazioni che cercano di conquistare aree lucrative. In questo contesto, l'uso della violenza diventa un mezzo per rivendicare il controllo.

Musacchio evidenzia similitudini tra l'attuale situazione e la storia della banda della Magliana, che negli anni Settanta unì diverse "batterie" di quartiere per monopolizzare il mercato della droga e delle estorsioni. Oggi, le nuove generazioni tentano di aggregarsi per scalare la gerarchia criminale, mentre Roma continua a fungere da centro per il riciclaggio di denaro sporco.

L'uso di esplosivi, secondo il criminologo, è un segnale di instabilità. Le organizzazioni consolidate tendono a operare in modo discreto, e il ricorso alla violenza indica che le mediazioni informali sono fallite. Musacchio suggerisce che le istituzioni dovrebbero adottare due strategie: una investigativa e repressiva, per colpire i mandanti e i flussi di denaro, e una sociale e culturale, per riconquistare le periferie e garantire la presenza dello Stato.

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