In pensione sempre più tardi, 7 anni e 3 mesi in più dal 1995

L’età della pensione continua ad aumentare in Italia. Nel 2025, l’età media per andare in pensione è di 64 anni e sette mesi, due mesi in più rispetto al 2024. Negli ultimi trent’anni, per i dipendenti privati, l’età pensionabile è aumentata di 7 anni e 3 mesi, passando da 57 anni e 7 mesi nel 1995 a 64 anni e 10 mesi. Le donne, in particolare, affrontano una situazione più difficile, poiché sono più frequentemente costrette a ricorrere alla pensione di vecchiaia, mentre gli uomini possono optare più spesso per le pensioni anticipate. I dati provengono dal rapporto annuale dell’INPS, che evidenzia anche il divario di genere nel mondo del lavoro e della previdenza. Nonostante le donne rappresentino la maggioranza dei pensionati, con 8,4 milioni rispetto a 8 milioni di uomini, percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici. La media mensile per gli uomini è di 2.166 euro, mentre per le donne è di 1.619 euro, con una differenza di circa 550 euro. L’INPS analizza le politiche attuate per ridurre questo gap, sottolineando che gli incentivi economici alle famiglie, come l’assegno unico, possono avere effetti limitati sulla partecipazione delle madri al lavoro se non accompagnati da misure adeguate. Al contrario, il bonus asilo nido si è dimostrato più efficace nel sostenere l’occupazione femminile. Inoltre, lo smart working, emerso durante la pandemia, potrebbe contribuire a ridurre la penalizzazione delle carriere legata alla maternità e migliorare le retribuzioni. Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha sottolineato l’importanza di un lavoro stabile e dignitosamente retribuito per garantire pensioni solide, evidenziando la necessità di includere giovani, donne e lavoratori immigrati nel mercato del lavoro. Infine, l’INPS ha segnalato che, nonostante un aumento delle retribuzioni nominali, il potere d’acquisto è diminuito a causa dell’inflazione. Nel 2025, la retribuzione media annua per circa 21 milioni di lavoratori

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