Manovra, il fronte del malcontento si allarga alla scuola e alla sanità

Manovra, il fronte del malcontento si allarga alla scuola e alla sanità

Da domani, la Commissione Bilancio della Camera avvierà l'esame della manovra per il 2027, un provvedimento da 26 miliardi di euro e 157 articoli. Gli emendamenti dovranno essere presentati entro il 17 novembre, prima del passaggio in Aula. Il dibattito si preannuncia complesso, con particolare attenzione rivolta a scuola, sanità, università e ricerca.

Il settore dell'istruzione è il più colpito, con la previsione di 6.974 posti in meno dal 2027-2028, di cui 4.925 per i docenti e 2.049 per il personale Ata. Questo si aggiunge ai 7.834 posti già ridotti con la legge di bilancio del 2025, portando a un totale di 14.808 posti in meno in tre anni. I sindacati stanno valutando una mobilitazione unitaria, mentre la Flc Cgil ha già annunciato uno sciopero generale per il 20 novembre. Le critiche provengono anche da dirigenti scolastici, con il ministero dell'Istruzione che esprime sorpresa per i tagli previsti.

In sanità, il dibattito si concentra sulle risorse disponibili. Sebbene il Fondo sanitario nazionale aumenti a 146,3 miliardi nel 2027, la sua incidenza sul Pil è destinata a diminuire. Le Regioni potrebbero trovarsi a dover aumentare la pressione fiscale o ridurre i servizi, con conseguenze sulle liste d'attesa. Inoltre, mancano oltre 80 mila infermieri e le dimissioni anticipate dei medici ospedalieri sono in aumento.

Infine, nel capitolo universitario, la manovra prevede limitazioni alle assunzioni negli atenei e negli enti di ricerca, con risparmi significativi previsti per il 2027 e gli anni successivi. Questo potrebbe tradursi in minori opportunità per i precari del settore.

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