Giorgetti spiega la flessibilità sulla Difesa chiesta all’Europa

Giorgetti spiega la flessibilità sulla Difesa chiesta all'Europa

La maggioranza ha ottenuto l'approvazione per avviare la procedura di attivazione della clausola di salvaguardia, fissando il limite massimo per le spese energetiche allo 0,6% del Pil e allo 0,9% per la difesa. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha descritto il percorso in Parlamento come meno complesso del previsto, nonostante la Lega abbia evidenziato posizioni divergenti rispetto agli alleati.

Questa mattina, alla Camera, il Carroccio ha richiesto e ottenuto una modifica alla risoluzione, già ammorbidita per evitare conflitti. Dopo un breve confronto, il governo ha modificato il paragrafo che impegnava a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento, includendo anche altre opzioni e privilegiando l'uso dei fondi SAFE per sistemi difensivi.

Al Senato, Claudio Borghi, esponente della Lega, ha rivendicato il cambiamento, sottolineando che la formulazione precedente implicava un giudizio di valore sul programma SAFE, ritenuto non sempre vantaggioso a causa dei tassi variabili. Ha messo in discussione la partecipazione italiana a questo programma, paragonandola alla posizione della Germania.

Un esponente del centrodestra ha definito le tensioni interne come "schermaglie dimostrative". La vera sfida si concentrerà sulla manovra di bilancio, con l'obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione, come spiegato da Giorgetti. In caso contrario, l'attivazione della clausola potrebbe comportare un aumento del deficit pubblico. Il ministro ha anche indicato che la ripartizione delle risorse derivanti dalla clausola sarà gestita nella prossima legge di bilancio, che si preannuncia ricca di richieste da parte dei vari partiti in vista dell'anno elettorale.

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