Famiglia nel bosco, i genitori fanno ricorso: “Violati i nostri diritti”

La decisione del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha lasciato una coppia anglo-australiana, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, profondamente delusa. Dopo quasi dieci mesi dall'allontanamento dei loro tre figli, due gemelli e una sorellina, la possibilità di riaverli con sé sembra ancora lontana e condizionata a requisiti che i genitori considerano inaccettabili.
Il provvedimento dei giudici prevede un percorso di ricongiungimento graduale e un indirizzo scolastico specifico. I magistrati hanno espresso preoccupazione per il timore dei genitori di perdere il controllo ideologico sui figli, limitando gli incontri a momenti diurni sotto la supervisione di un assistente sociale. Questa situazione ha portato i genitori a considerare insostenibile il continuo spostamento tra la struttura protetta e la loro abitazione, ritenuto lesivo della serenità familiare.
Il nodo centrale della questione è l'educazione dei minori. Mentre il tribunale impone l'inserimento in una scuola pubblica, Catherine e Nathan sostengono la loro volontà di educare i figli a casa. In risposta al decreto, hanno annunciato l'intenzione di presentare ricorso, ritenendo che le decisioni del tribunale non rispettino i diritti genitoriali e la tutela dei bambini.
A complicare ulteriormente la situazione è la denuncia del legale della coppia, che sottolinea come il percorso di recupero stabilito dai giudici non sia mai realmente iniziato. Dal novembre 2022, data dell'allontanamento, non ci sono stati progressi significativi verso la riunificazione. La famiglia ora si prepara a combattere legalmente per riportare i bambini alla loro vita quotidiana.
