Evento del Pd sul Mezzogiorno a Sciacca, Stefano Bonaccini:«Italia ultima per crescita, servono nuove politiche»
Un momento di confronto incentrato sul Mezzogiorno come motore di sviluppo per l’Italia e per l’Europa quello che si è svolto ieri al resort Torre del Barone, con circa 600 persone presenti. L’evento è stato promosso da Michele Catanzaro, capogruppo Pd all’Ars, insieme a esponenti nazionali ed europei del partito.
Nel corso dell’appuntamento si è discusso di come il Sud, spesso visto come un problema, sia invece uno snodo strategico nel Mediterraneo, capace di generare sviluppo, innovazione e relazioni internazionali, se adeguatamente sostenuto da investimenti e politiche mirate, superando così una narrazione negativa.
Nel suo intervento iniziale, il presidente del Pd ed eurodeputato Stefano Bonaccini ha delineato un quadro critico della situazione economica italiana. Secondo Bonaccini, il Paese attraversa una fase complessa destinata a protrarsi nei prossimi anni, con prospettive di crescita tra le più basse sia nel G20 sia nell’Unione Europea.
«L’Italia sarà purtroppo ultima per crescita», ha affermato, citando le stime di organismi economici nazionali e internazionali. Un dato che, secondo l’esponente dem, è il risultato dell’assenza di politiche industriali efficaci e di una strategia economica incapace di generare sviluppo.
Bonaccini ha criticato in particolare le scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, definendole “insufficienti” e talvolta “controproducenti”. Ad una domanda del giornalista Accursio Sabella sulla priorità assegnata al ponte sullo Stretto di Messina Bonaccini ha risposto: «Non ho nulla contro i ponti, ma non può essere questa la priorità per un Paese che non cresce, soprattutto quando si bloccano risorse del PNRR destinate a opere già finanziate».
Il presidente dem ha inoltre evidenziato le carenze infrastrutturali del Sud, citando come esempio i tempi e le condizioni del trasporto ferroviario in Sicilia, e ha ribadito la necessità di investire su lavoro e sviluppo produttivo per recuperare i ritardi storici.
Critiche dure anche da parte della deputata dem Simona Bonafè, sia sul piano istituzionale che economico. La deputata ha evidenziato un ridimensionamento del ruolo del Parlamento e una gestione della politica economica giudicata poco incisiva, in un contesto segnato da rallentamento industriale e tensioni legate ai costi energetici.
«Abbiamo un Paese che arranca», ha osservato, sintetizzando le preoccupazioni espresse nel corso del confronto.
Particolarmente critica anche la posizione sulla riforma della legge elettorale: «Si vuole togliere ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, introducendo liste bloccate». Inoltre secondo Bonafè questo è un ulteriore passo verso l’indebolimento della democrazia».
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio avviato dal Partito Democratico in vista delle prossime elezioni, con l’obiettivo di costruire una proposta alternativa sulle principali sfide economiche, sociali e ambientali del Paese.
All’incontro hanno partecipato anche Alessandro Alfieri, Antonio De Caro, Piero De Luca, Giuseppe Lupo e Valeria Valente, insieme a parlamentari regionali e amministratori locali.
