Eisenkot favorito da Lista unita e ultraortodossi, la partita di Netanyahu per restare al potere

In vista del 4 novembre, data in cui saranno resi noti i risultati definitivi delle elezioni del 27 ottobre, il presidente Isaac Herzog avvierà le consultazioni con i leader dei partiti per formare un nuovo governo. Attualmente, Netanyahu è premier ad interim, con il suo blocco che conta 53 seggi, mentre l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot ne ha 48. Nonostante il calo del Likud, che ha perso il 15% dei voti, Netanyahu non sembra essere in una posizione di debolezza immediata.
Eisenkot potrebbe cercare di formare una maggioranza attraverso un'alleanza con i partiti arabi, in particolare la "Lista Unita", che ha già espresso il suo sostegno per la sua candidatura. Anche il partito islamico Ra'am potrebbe appoggiare Eisenkot, mentre il partito ultraortodosso Ebraismo Unito sta considerando di distaccarsi da Netanyahu. Mansour Abbas, leader di Ra'am, ha sottolineato l'importanza di trasformare l'affluenza alle urne in un'opportunità per la comunità araba.
Il blocco dell'opposizione sta valutando anche il cambio della presidenza della Knesset, attualmente occupata da Amir Ohana del Likud. I leader dell'opposizione si incontreranno all'inizio della settimana per discutere le strategie future, inclusa la possibilità di una legislazione per un'elezione diretta del primo ministro.
Nel frattempo, i servizi segreti israeliani stanno indagando su un possibile intervento straniero nelle elezioni, con particolare attenzione a un deputato della Lista Unita. Netanyahu ha ordinato un'inchiesta, mentre il leader dei Democratici, Yair Golan, ha criticato la gestione della situazione con l'Iran da parte del premier.
