Dal tentacolo del polpo nasce il robot italiano del futuro: sente, afferra e lavora sott’acqua

Un nuovo braccio robotico, sviluppato dai ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia, si ispira ai tentacoli del polpo e presenta caratteristiche innovative. Questo dispositivo è in grado di percepire il contatto con gli oggetti, afferrarli e operare anche sott'acqua. I risultati del progetto sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Machine Intelligence.
Il braccio robotico, realizzato con materiali morbidi, si piega e si avvolge attorno a oggetti di forme diverse, come lattine e bottiglie, grazie a ventose artificiali che imitano quelle dei polpi. A differenza dei bracci robotici tradizionali, rigidi e poco adattabili, questo nuovo modello può deformarsi per adattarsi agli oggetti e agli spazi circostanti.
Il funzionamento delle ventose in silicone è fondamentale per la tecnologia: ognuna di esse è dotata di sensori optoelettronici che consentono al robot di riconoscere il contatto con un oggetto, la direzione da cui proviene e la forza esercitata. Questo permette al robot non solo di afferrare, ma anche di "sentire".
Barbara Mazzolai, coordinatrice del progetto, sottolinea come l'ispirazione provenga dalla capacità dei polpi di esplorare l'ambiente attraverso ventose sensorizzate. Questi animali, privi di scheletro nelle braccia, possono piegarsi e torcersi, mantenendo una notevole sensibilità tattile.
