Dal Danubio in secca riaffiora una mina della Seconda guerra mondiale: l’esplosione controllata

Dal Danubio in secca riaffiora una mina della Seconda guerra mondiale: l'esplosione controllata

Un ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale è riemerso dal Danubio, il cui livello si è abbassato drasticamente a causa della grave siccità che ha colpito la regione. Gli artificieri slovacchi hanno recuperato la mina a Moča, in Slovacchia, e l'hanno fatta brillare mediante un'esplosione controllata. Le immagini dell'operazione sono state diffuse dalla polizia slovacca.

Questo ritrovamento è uno dei risultati più singolari della crisi idrica che ha interessato il bacino del Danubio, aggravata da ondate di calore e dalla scarsità di precipitazioni. Già a giugno, il servizio Copernicus aveva registrato portate d'acqua inferiori alla media in diverse aree dell'Europa centrale e orientale, con la situazione che è rimasta critica durante l'estate.

In Serbia, il 14 agosto, il Danubio ha toccato il livello più basso mai registrato nel Paese, portando a una situazione in cui imbarcazioni sono rimaste arenate sul fondo del fiume e ampie distese di sabbia sono emerse. Nelle vicinanze di Prahovo, al confine con la Romania, sono stati rinvenuti anche relitti di navi militari tedesche affondate nel 1944.

La crisi idrica ha avuto ripercussioni significative lungo il corso del Danubio, creando difficoltà per la navigazione commerciale, l'agricoltura e la produzione di energia. In Romania, la mancanza d'acqua ha costretto la centrale nucleare di Cernavodă a spegnere il primo reattore a fine luglio e a pianificare lo spegnimento controllato del secondo reattore ad agosto.

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