Dal 2022 nelle piscine italiane 75 morti. In più della metà dei casi vittime hanno meno di 12 anni
La recente tragedia di Sestri Levante, dove una bambina di 11 anni è annegata a causa dei capelli incastrati in un bocchettone, ha portato il numero totale delle vittime nelle piscine italiane a 75 dal 2022. I dati sono stati forniti dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che ha analizzato i decessi avvenuti tra il 1 gennaio 2022 e il 16 luglio 2023.
In media, si registrano 16 decessi all’anno, una cifra in calo rispetto ai 30 annuali monitorati dall’Istituto Superiore di Sanità nel periodo 2017-2021. A questi si aggiungono circa 400 annegamenti all’anno in acque diverse dalle piscine, come mare, laghi e fiumi. A livello globale, il numero di decessi per annegamento ha raggiunto 2,5 milioni nell’ultimo decennio.
La principale causa di morte in piscina è rappresentata da malori, che incidono per il 44% dei casi. Inoltre, oltre la metà delle vittime sono bambini sotto i 12 anni, confermando i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo alla vulnerabilità dei minori in queste situazioni.
Per prevenire incidenti, il presidente Sima, Alessandro Miani, sottolinea l’importanza della sorveglianza costante dei minori da parte dei genitori e la scelta di strutture con personale addetto alla sicurezza. Si raccomanda inoltre di verificare l’altezza della piscina prima di entrare e di evitare il bagno dopo aver consumato alcol o quando il corpo è surriscaldato. Infine, è consigliato entrare in acqua gradualmente per consentire al corpo di adattarsi alla temperatura.
