Cuccioli di cane morti per il caldo, no ai domiciliari per due indagati
Il Tribunale di Agrigento ha respinto la richiesta della Procura di applicare gli arresti domiciliari a un padre e un figlio, di 68 e 41 anni, indagati per la morte di alcuni cuccioli di cane a Sciacca. Il giudice ha ritenuto che non ci siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 68enne, mentre per il 41enne ha derubricato il reato inizialmente contestato, trasformandolo in maltrattamento di animali aggravato dalla morte.
In seguito al salvataggio, avvenuto sei giorni prima, i due cuccioli e la loro madre sono stati affidati in via definitiva alla Lega italiana difesa animali e ambiente. Questo trasferimento è stato reso possibile grazie all’applicazione della “Legge Brambilla”, che ha semplificato le procedure burocratiche per garantire una protezione immediata agli animali. L’associazione ha sottolineato l’importanza di mantenere uniti la madre e i cuccioli, considerando le difficoltà che hanno affrontato. Attualmente, la Lega si sta occupando del loro benessere.
