Crisi senza precedenti Argentina-Brasile. Milei: “Lula ladro”, Brasilia richiama ambasciatore

La tensione tra Argentina e Brasile ha raggiunto un nuovo picco a causa delle recenti dichiarazioni del presidente argentino Javier Milei contro il suo omologo Luiz Inácio Lula da Silva. In risposta agli attacchi verbali, il governo brasiliano ha deciso di ridurre il livello della sua rappresentanza diplomatica in Argentina, mantenendo l'ambasciata sotto la guida di un incaricato d'affari e rinviando il rientro dell'ambasciatore Julio Bitelli. Questa decisione segna un netto declassamento dei rapporti, pur mantenendo aperti i canali istituzionali.
Milei ha etichettato Lula come “ladro”, “corrotto” e “presidiario” durante un intervento in Brasile, suscitando una reazione da parte del governo brasiliano che ha definito le affermazioni “gravi e inaccettabili”. La crisi si inserisce in una rivalità personale e politica tra i due leader, con Lula che ha risposto alle provocazioni di Milei definendolo un “fanfarone” e prendendo le distanze da quelle che considera aggressioni sia personali che istituzionali.
Le divergenze tra i due leader si estendono anche alla politica estera: Lula sostiene un approccio multilaterale e attribuisce importanza al Mercosur, mentre Milei si allinea più strettamente agli Stati Uniti e adotta una visione critica verso gli organismi regionali. Nonostante le tensioni, i due Paesi rimangono i pilastri del Mercosur, e una frattura prolungata potrebbe complicare il coordinamento su commercio e integrazione regionale.
Nel 2025, gli scambi commerciali tra Argentina e Brasile hanno superato i 31 miliardi di dollari, segnando il livello più alto degli ultimi tredici anni. Il Brasile è il principale partner commerciale dell'Argentina, con scambi che riguardano settori chiave come l'industria automobilistica e i beni ad alto valore aggiunto.
