Ceuta, Sanchez scrive a Bruxelles: “Lo stop a Schengen dettato da ignoranza o da interessi politici”

Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato una lettera alle istituzioni europee per esprimere preoccupazione riguardo alla reazione di alcuni governi europei alla crisi migratoria di Ceuta. Nella missiva, Sanchez chiede una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette per stabilire una risposta comune e sottolinea che la sicurezza dei confini esterni è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri.
La lettera ha già ricevuto l'approvazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per la convocazione della riunione richiesta. Sanchez ricorda che circa 50mila migranti sono entrati a Ceuta in modo irregolare all'inizio della settimana, ma il governo spagnolo è riuscito a ripristinare il controllo della frontiera in meno di 48 ore, fornendo assistenza umanitaria e rimpatriando quasi tutti i migranti.
Il premier spagnolo ha evidenziato che, sebbene molti governi europei abbiano mostrato sostegno, altri hanno attaccato la Spagna e chiesto l'esclusione temporanea dall'area Schengen. Sanchez ha definito questo atteggiamento come frutto di pregiudizi e interessi politici, contrario al diritto europeo e ai principi di solidarietà. Ha anche sottolineato che Ceuta non fa parte dello spazio Schengen e che la Spagna ha uno dei confini esterni meno permeabili dell'Unione europea.
Infine, Sanchez ha chiesto alla presidenza irlandese di convocare con urgenza una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno, confidando nella leadership di von der Leyen per garantire una risposta coordinata dell'Unione Europea. Ha rivendicato la politica migratoria spagnola come efficace e solidale, che ha portato a una significativa riduzione degli arrivi irregolari.
